Ogni cosa ha una fine...anche l'inizio. (Ma questo significa anche che ogni fine ha un suo inizio)

Eccomi

Utente: Hypnos84
Nome: Edoardo
Sono un ragazzo anonimo, che ti tiene lontano con sguardi minacciosi e comportamenti scontrosi. Uno come tanti ma anche unico nella sua storia e nel modo di affrontare le cose. Non amo necessariamente l'ortodossia, i miei sistemi possono essere discutibili ma a me in fondo non me ne frega nulla. Mi trovo bene in compagnia delle macchine e di pochi altri essere umani. Sento musica strana, strumentale per lo più. Ho una visione del mondo tutta mia (nella quale i pinguini domineranno il mondo).

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domenica, 08 novembre 2009
Perdita di un amore

Alla fine, per le notizie brutte o quasi, torno qui. Chissà che questo Blog non abbia la funzione di catino in cui vomitare le amarezze o le delusioni...chissà. In fondo la cosa può essere anche terapeutica e allora diciamocelo...

...mi sono lasciato con L. per un motivo tutto meno che stupido: lo definirei "umano". Ha detto che sono cambiato ed è vero, ma ha anche detto che lei non lo è nella mia stessa direzione. Le persone cambiano e a volte i cambiamenti le portano su strade diverse.

Un amico mi ha raccolto e fatto divertire. Poi sono tornato a casa e ho provato paura perchè ora sono solo ma per ora non soffro. Non so spiegare il perchè, sento che avevo costruito con lei un mondo intero, un luogo in cui eravamo lei ed io.

Non so se veramente sarò in grado di ricostruire la mia vita senza lei: è una persona così importante ma so che molti ingranaggi si erano guastati. La cosa che mi colpisce è l'importanza che ho dato al rapporto: non è assolutamente una critica. È stato un rapporto veramente unico, per la prima volta ho detto cose ad una donna che non avrei mai pensato di dire ma lei è così. Sa tirare fuori il meglio dalle persone, perchè è paziente.

Per lo meno abbiamo evitato di chiudere mandandoci a fanculo. Ora bisogna cominciare a ricostruire e questa parte è assai faticosa.

Postato da: Hypnos84 a 03:24 | link | commenti (2)
amore, riflessioni personali, scelte della vita

lunedì, 05 ottobre 2009
Tornano sempre...prima o poi

Così una mattina come un'altra ho alzato il telefono. Lui era lì, dall'altra parte della cornetta. Con quel respiro forte.

<<Respiri forte...>> diceva la mia ex

Lui respira più forte. Prima che potessi parlare mi venne da sorridere. Mi sembrava di essere in quei film in cui il cattivo non muore mai. Avevo avuto quello che mi serviva dalla vita, ora dovevo tornare alla "normalità". Ad affrontare i miei demoni. Ad affrontare lui.

La telefonata sembrava cordiale. Lui sapeva che io sapevo. Possibile che ancora non ha capito che so quando mente? Possibile che si sia dimenticato chi sono e che cosa sono capace di fare?

Semplicemente non gli importa. Questa non è la sua sfida ma la mia. L'uomo in giacca e cravatta mi ha proposto di ripiegare ma sento che non sono in grado di lasciare il campo di battaglia. No...non lo sono e dubito che lo sarò fino a quando non sarà tutto finito.

Postato da: Hypnos84 a 21:21 | link | commenti
riflessioni personali, scelte della vita

domenica, 06 settembre 2009
Maledetto benedetto CANCRO

Stringo i denti come se potessi risolvere le cose. Le lacrime fanno a botte per uscire dagli occhi. La scintigrafia di mia madre mostra 4 metastasi in parziale riduzione, due immutate e una nuova. Quando mio fratello me lo ha detto ho provveduto a stabilizzarlo. Ha fatto finta che non ce ne fosse bisogno ma la sua incertezza si leggeva lontano un miglio. Poi, quando se ne è andato per uscire con gli amici, sono rimasto solo e allora...

...allora è stato come un mattone tirato proprio in piena pancia. La battaglia che combattiamo insieme a lei ha avuto una pausa ed io piango dalla paura....

...sono terrorizzato da un nemico apparentemente imbattibile che sembra inarrestabile e solo leggermente vulnerabile. Volevo chiarmarla ma all'ultimo momento il numero non è uscito. Un soldato non dovrebbe farsi vedere così.

...se solo fossi più forte...forse ora non mi sentirei morire dalla paura....

Postato da: Hypnos84 a 19:14 | link | commenti (2)
riflessioni personali

lunedì, 31 agosto 2009
Come Lupin per Zenigata

Una mattina a metà agosto l'idillio si è rotto. Il telefono ha squillato e dall'altra parte del telefono ho sentito la voce di una persona che pensavo sarebbe sparita: XVOL. Parlavo al telefono con la freddezza con cui un poliziotto parla con un rapitore: teso.

Questa persona non sparisce mai del tutto. È un po' come Joker per Batman o, se vogliamo, Zenigata per Lupin. Lo so che molti potrebbero pensare che Zenigata è niente senza Lupin ma nel mio caso non più. Questa persona potrebbe mettere a rischio il rapporto con mia madre come ha fatto in passato con altre persone. La cosa peggiore è che non "lavora" in prima persona ma rende me impossibilitato a gestire correttamente le altre relazioni.

Mentre parlavo con lui prendevo tempo, analizzavo il tono della voce, il timbro, i vocaboli scelti dal cervello. Ero come una spia in pensione che si ritrova costretta a riprendere i suoi arnesi di lavoro da una valigetta impolverata. Nessuno può sottrarsi alla propria natura, non c'è niente da fare. Continuavo a pensare "lascialo parlare, cattura ogni cosa, lascialo parlare devi capire che cosa lo terrorizza".

Fortunatamente, per un motivo a me ignoto, ho deciso di non iniziare battaglia. Qualche giorno più tardi ho preferito ignorare questa persona e concentrare le mie forze su mia madre che, a dire il vero, qualche problemino ora ce l'ha.

Pur essendo un'eccellente combattente risente dell'effetto dei farmaci ma la cosa più importante è che non l'ho persa e che continuiamo a combattere assieme.

Postato da: Hypnos84 a 12:13 | link | commenti
riflessioni personali, scelte della vita

venerdì, 03 luglio 2009
Quattro chiacchiere con Poirot




Chi mi conosce sa che adoro letteralmente Hercule Poirot e che per me non è stato mai solo un "semplice personaggio". Diciamo che è stato più un "modello da seguire" per imparare a conoscere gli altri e il mondo. Un'ottica difficile ma sicuramente interessante.

La mia ex ragazza (e non solo) lo detestava perchè, come spesso accade, tutto ciò che viene visto in lui è la boria di un ometto piccolo e vanesio. Spesso mi vengono fatte critiche similari: mi si dice che sono vanesio e borioso. Ovviamente c'è chi lo dice con una certa "cattiveria" e chi "no".

Questa sera, casualmente, ho selezionato una puntata in cui l'ispettore di Scotland Yard (Ispettore JAPP), si trova a dover tenere una conferenza ed inizia a sparare a 0 sugli investigatori privati....

Postato da: Hypnos84 a 00:54 | link | commenti (3)
riflessioni personali, audio, scelte della vita

venerdì, 26 giugno 2009
Lettera ad una madre

In macchina dopo la chemioterapia il viaggio verso casa sua è lungo. Sarebbe breve ma lo sento lungo quanto quelli che vediamo nei film. Quei viaggi dove i personaggi si scoprono l'un l'altro. Sento la medesima sensazione ad ogni viaggio. Cerco di spiegargli i miei problemi che sembrano sempre meno "problemi da figlio" ma hanno un sapore da "problemi da essere umano". Voglio migliorare me stesso, correggere i miei difetti, continuare quel cambiamento suggeritomi da tanta gente e mi confido con lei.

Mi parla come la madre che ogni figlio vorrebbe avere. Le lacrime si accumulano sugli occhi sapendo che ognuna di quelle parole vale molto più di qualsiasi diamante sulla terra. Vorrei che il tempo non passasse e che lei non dovesse morire eppure, se non morisse, quel momento in macchina non sarebbe stato uguale. Si può ringraziare la morte di questo?

La vita è qualcosa di meraviglioso, dalle sue parole leggo l'esperienza di una donna che ha imparato a vedere oltre i problemi, che ha imparato a vivere delle piccole cose che ogni giorno ci circondano. "Vedi tesoro, è l'odore del caffè la mattina, i raggi di sole quando alzi le persiane, il giallo delle foglie, la musica, è tutto questo che fa parte di quella che chiamiamo vita. Non vedere queste cose significa non vivere."

Allora nella mia mente è venuto spontaneo dire "allora io vivo" e l'ho detto...ed è grazie a lei se mi guardo intorno. Ora più che mai, dopo 25 anni di esistenza, comprendo il ruolo di madre che le è stato assegnato dal destino e mi piace anche se il prezzo che sto pagando e che le ho fatto pagare è altissimo.

Continuo a guidare mentre mi parla di come sono. Lei mi conosce, mi conosce bene...mi conosce come una madre e ora capisco cosa significa quando mi viene detta questa frase.

Ha ragione Laura, sono carico di sensi di colpa che ho creato nel corso del tempo. Mi serviva un modo per proseguire da solo e ora ne pago gli effetti ma alla fine m rendo conto che è valsa la pena di tutto questo. Guardo quel sorriso e sento la giovinezza in quel corpo. Vedo scorrere il suo tempo all'indietro come spesso vedo gli oggetti rallentati. Che donna meravigliosa. Bacerei in bocca Dio se potessi. Io sono un uomo fortunato, sono un uomo felice. Riesco a godermi a pieno mia madre, ne capisco il valore, capisco ogni parola che lei mi dice. Ho avuto una chance che tanta gente non ha avuto. Io sono l'uomo più fortunato.

Sento lei tra le persone accanto a me, che combattono per rendermi una persona migliore e mi sento più forte e quando sento una musica particolare, per cui sono disposto a sognare, penso che lei apprezzerebbe. Così come quando vedo un viale alberato. E mi viene da piangere al pensiero della fortuna che ho, so che finirà e so che se non ci fosse stato questo cancro non avrei avuto questo rapporto e allora mi sono rotto le palle e lo scrivo a carattere cubitali: GRAZIE CANCRO perchè senza te non avrei trovato il modo di riscoprire mia madre.

Questa malattia per me è stata una benedizione e non mi importa se per molti sembrerà una blasfemia. Io oggi sono tra gli uomini più ricchi del mondo e le lacrime che scendono ora vanno a sbattere contro un sorriso. Sì...sto sorridendo al pensiero di poter sentire con mano la dolcezza di una madre come lei.

Io sono l'uomo più felice del mondo oggi e se domani dovessi piangere la sua scomparsa so che lei sarà sempre con me e potrò vederla in qualsiasi cosa smuova il mio animo...come lei mi ha insegnato a fare.

Grazie mamma.

Postato da: Hypnos84 a 19:52 | link | commenti (5)
famiglia, riflessioni personali, quelli che preferisco

lunedì, 22 giugno 2009
Piccoli aggiornamenti

È tantissimo che non scrivo e ce ne sarebbero di cose da raccontare ma sono accadute tutte troppo in fretta e quindi è impossibile spiegare. Sono cambiate tutte le carte in tavola tranne poche. Mia madre continua la sua lotta contro il tumore e non si arrende. Tra poco avremo i risultati e cercheremo di capire quanto bene sia andata la sua chemioterapia.

Il lavoro procede.

Della mia sfera amorosa non voglio dir nulla al di fuori del fatto che esiste ancora e ieri, con lei, ho visto l'alba. Fa un effetto strano, considerato soprattutto che le ultime erano quelle di quando soffrivo d'insonnia. Già...

Sono state le 24 ore più lunghe degli ultimi 2 mesi. Divertenti ma anche piene di riflessioni.

Postato da: Hypnos84 a 01:40 | link | commenti (1)
amore, ricordi, riflessioni personali, scelte della vita, confronti personali

martedì, 19 maggio 2009
La porta

Cammino con il casco in mano mentre cerco di capire se il ragazzo davanti a me ha intenzioni ostili. Dodici secondi per fare una radiografia sui suoi vestiti, i suoi capelli, bracciale, orologio, camminata, conformazione fisica, espressione standard, movimenti oculari, falcata, posizione delle dita, e negli ultimi 3 secondi la deglutizione. È questo che mi piace...

...attraverso il telefono la sua voce...

...esita, ci sono attese strategiche tese a capire i miei pensieri ma sono blindati, sono nascosti dietro centinaia di reazioni false, create appositamente per rendere illegibili le mie intenzioni. Le chiavi in suo possesso aprono molte porte ma ce ne sono tante altre di cui non ha neanche concezione. Ce ne sono così tante che, mentre cerca di capire dove siano, io ho già trovato come farne un'altra...

Un giorno scopro che c'è un bambinetto di cinque anni che riesce ad aprire le porte con una facilità estrema, scopro che non posso fermarlo come tutte le altre persone, che ha la capacità innata di sgusciarmi tra le mani quando penso di averlo preso. Allora mi rivolgo all'uomo in borghese:

...non sempre vincono...

Lo sento inarrestabile e frenetico come nel giorno del suo compleanno: quando ritiene che tutto gli sia permesso. Poi ad un certo punto questo bambino gira la maniglia sbagliata, apre la porta errata e dentro è buio...tutto è silenzioso, buio ed impolverato. Si ferma...immobile sulla soglia come se varcarla significasse entrare all'inferno senza far ritorno.

Non è sicuro ma sente che c'è qualcuno in fondo a quel buio...qualcuno che lo sta osservando...come un ragno nero gigante che scruta nell'oscurità e si prepara ad attaccare. Il bambinetto sa che c'è qualcosa di malvagio dentro quella stanza e chiude la porta.

...non sempre vincono...

Un adulto ficcanaso apre la stessa porta e con arroganza compie due passi in avanti. Il ragno si muove. L'adulto capisce, ha paura e cammina all'indietro...non si gira...cammina all'indietro.

Quella porta è meglio non aprirla....mai

Postato da: Hypnos84 a 17:29 | link | commenti (1)
riflessioni personali, scelte della vita

giovedì, 07 maggio 2009
Lei non sa..

Stavo camminando quando l'ho vista. Alta, bionda, giovane, avrà avuto 17 anni...anche di meno. Camminava guardando avanti ma ciò che mi ha colpito era l'espressione. Aveva un sorriso dolce. Un sorriso che significava che la vita non era ancora passata a darle la notizia. L'ho guardata mentre tutto scorreva sempre più piano. I capelli rimbalzavano sulle spalle e si sollevavano con il vento.

Lei ancora non sa. Chissà se la vita la spezzerà o la piegherà fino al punto di levarle il sorriso. È stata questa riflessione a colpirmi. Lo sguardo di una ragazza che sembrava non aver problemi, non conoscere i modi di fare di una vita che se vuole è in grado di prendersi tutto e subito. Il suo sorriso sembrava così innocente, ingenuo contro la mia espressione segnata e diffidente, cupa come il cielo d'inverno.

Lei ancora non sa e forse...anzi sicuramente...spero che non sappia mai.

Postato da: Hypnos84 a 17:46 | link | commenti (1)
riflessioni personali

sabato, 02 maggio 2009
Cosa ha dentro?


Carter know....

Postato da: Hypnos84 a 00:52 | link | commenti (1)
riflessioni personali, confronti personali

lunedì, 20 aprile 2009
La bambina, il leone e i guerrieri

Apro gli occhi, sono in veranda. Il mondo non è finito, qualcuno deve essere ancora vivo ma io non scorgo nessuno dalla mia finestra. Se saltassi giù ora non se ne accorgerebbe nessuno per minuti, forse per ore. Mi sento solo? No, mi sento un sopravvissuto. Un pescatore uscito in mare il giorno sbagliato e che non riesce più a rientrare.

Guardo il cielo, cerco di capire se il giorno in cui stava piangendo ero lì con lei non solo con la mente ma anche con il cuore. Non capisco...non capisco più molte cose. Vorrei urlare contro di lei perchè si lascia andare, mi avvento su di lei con l'intenzione di strattonarla ma qualcosa non va, qualcosa cambia all'ultimo secondo quando allungo le mani sulle sue spalle. La voce esce buona e non cattiva. Il gesto da impetuoso diventa tenero e quella che sarebbe dovuta essere una presa forte, diviene come per magia una carezza o un abbraccio.

Mia madre sta combattendo una guerra per sopravvivere. Mia madre sta combattendo una guerra per non perdere la dignità.

Improvvisamente tutto diviene più chiaro. Torno al presente mentre nella mia mente mi vengono in mente le sue frasi che rimbombano: "sai ho paura", "io mi faccio forza ma..." e quel MA sembra grande come un palazzo. Come un gigantesco leone in mezzo ad un deserto che ti fissa e comincia a camminare verso di te pregustandoti come pasto e tu puoi scegliere se inginocchiarti e accettare tutto questo o far vedere, anche solo una volta nella tua vita, che il coraggio non ti manca, che lotterai mostrando al leone il tuo onore.

Per molto tempo ho pensato che rallentare gli istanti fosse una condanna, poi ho capito che riuscivo a farlo prestando attenzione, ora capisco che è un dono e rallento ogni suo sorriso ed esso si marchia a fuoco dentro al mio cuore e al mio cervello.

Piccola bambina che stai su una sedia a rotelle, straziata da una vita di ingiustizie? Forse...ma ora ti sporgi in avanti e arranchi come un neonato che esplora il mondo. Ti guardo a cuore aperto per cercare di capire dove trovi tutta questa forza mentre i passanti incrociano i tuoi occhi e provano pena. Resto sul campo di battaglia a battermi contro il leone con te perchè la mia coperta e il mio scudo sono il tuo coraggio e la tua tenacia ma non voglio che uno di noi muoia e soprattutto non voglio che tu muoia prima di sapere quanto onore e stima provo nei tuoi confronti.

Sono le sette del mattino. Devo andare a lavoro, mi manchi.

Postato da: Hypnos84 a 19:01 | link | commenti (1)
famiglia, riflessioni personali, sintonie, scelte della vita

lunedì, 13 aprile 2009
La fine del mondo

Il cielo leggermente grigio. Solo il rumore lontano di un aereo che se ne va. Intorno a me palazzi senza vita, non vedo altri esseri umani: il mondo è finito questa notte?

Conosco questa sensazione.

Postato da: Hypnos84 a 11:07 | link | commenti (2)
riflessioni personali

mercoledì, 08 aprile 2009
News

Rumori di passi...rientro in casa dopo una giornata di lavoro, dalle finestre vedo il traffico di una città che si sta preparando a cenare e dormire. Il tramonto rende il cielo di Roma leggermente giallo con sfumature di arancione fino ad arrivare al blu delle zone meno illuminate. non so come ma domani è festa, sono contento di essere tornato a casa, potrò rilassarmi sul divano con lei...mi sento a casa...la mia famiglia. Lei è la mia famiglia.

Torno alla realtà, la guardo e lei mi chiede come mai il mio sguardo è così inquieto. Non riesco più a celare la mia tristezza? Desidero una realtà che ancora non c'è e vivo un presente fatto di dolori che non devo far vincere. Vorrei una vita con lei? Che strano, è la prima persona con cui faccio questi pensieri. So che è la compagna giusta per pianificare una vita e anche per "improvvisare" follie. È responsabile al punto giusto tanto quanto è folle.

È notte, devo tornare a casa e non riesco a trattenere le lacrime dagli occhi. Perchè non posso vivere con te già da ora? Torno a casa e cosa faccio? Dormo?

I sogni si fanno difficili da comprendere. La mattina dopo porto i loro segni sul viso come graffi di gatto: sottili e marcati. Cerco di capire come fare ad affrontare una realtà che mi piace sempre meno e la mancanza di qualcosa che vorrei sempre più.

Rido quando mi arrivano i commenti della mia ex. Ha sempre avuto "una parola buona per tutti" e la cosa più divertente è che dentro di me cerco di capire perchè i suoi commenti più di tanto non facciano presa. Dovrebbero ferirmi di più ma evidentemente non c'è molto di cui rimaner male: da alcune persone ti aspetti determinati atteggiamenti oltre i quali non c'è nulla.

Che peso possono avere le battutine e le idiozie in un contesto come il mio?

Cazzo che situazione. Guardo negli occhi la mia ragazza e l'unica cosa che vedo è la volontà di questa persona di starmi accanto. Per lei invece i pensieri ci sono...e sono tutti con lei.

Dieci metastasi nella schiena di mia madre...nessun primario trovato...vorrei staccare la testa dei medici.

Postato da: Hypnos84 a 18:35 | link | commenti
amore, ricordi, riflessioni personali, scelte della vita

domenica, 22 marzo 2009
Preghiera di un ateo

Non riesco a dormire...ti prego non morire mamma...non morire...lotta...non voglio perderti ora che ti ho riscoperto...

Postato da: Hypnos84 a 23:47 | link | commenti (1)
sogni, riflessioni personali

venerdì, 20 marzo 2009
Morte di una madre: per colpa di un figlio che le aumenta il dolore?

Mi sento colpevolizzato e messo sotto accusa perchè, per accelerare i tempi e far intervenire prima i farmaci su mia madre, l'ho portata all'ospedale IDI ai Monti di Creta. L'ho portata in una stanza con un bagno in cui la sua carrozzina non può entrare. L'ho portata in una stanza senza televisore, e con la finestra rotta. L'ho portata in una stanza fredda e l'ho vista arrancare su quella carrozzina mentre cercava di sistemare le sue cose.

L'ho portata in una stanza dove, per uno che ha la carrozzina, è impossibile mangiare correttamente. L'ho vista tutta tesa in avanti, cercando di pranzare mentre, dentro di me, si formava il gelo. Dovevo resistere. Devo resistere. L'ho vista essere sgarbata con me, trattarmi male fino al punto che altre persone, estranee alla nostra famiglia e appena incontrate nei corridoi, le facevano notare che ero un bravo ragazzo.

L'ho portata in una stanza per vederla piangere ad oltre cinquanta e passa anni, con una dignità che cerca di difendere con le unghie e con i denti ma la verità è che in queste situazioni non c'è dignità.

L'ho portata ad oncologia per farla inquadrare prima. Per sapere cosa ha e come fare per farla star meglio perchè una cosa già la so: morirà uccisa dal tumore che le sta dentro e che me la sta portando via. Cerco di negare a me stesso l'evidenza della sua disperazione, diventando di ghiaccio e cercando, al contempo, di tenere un atteggiamento umano per non farla sentire isolata ma la verità è che quello non è posto per lei.

Riusciamo ad avere ospedali che non sono adatti ai disabili. E vedo lei tirare fuori la grinta, cercare di continuare questo combattimento che l'ha sfiancata e la sta lasciando senza forze ma io devo averne per due e magari anche per tre anche se veder piangere tua madre mentre cerca di sopravvivere ad una normale stanza, diventa uno spettacolo quasi insopportabile.

Per la prima volta incrocio le braccia mentre resto a guardarla perchè in fondo continua a dirmi che non vuole aiuto. Sussurro di essere la persona meno adatta a stare lì. È vero in fondo. Sono uno troppo rigido ma questo è il mio modo di difendere gli altri e, a quanto pare, anche di ferirli.

Faccio uno sforzo, uno sforzo sovraumano, per non sentirmi colpevole della condizione in cui si sta riducendo. Improvvisamente anche quella stanza sembra mal ridotta per colpa mia che, evidentemente, avrei dovuto visitare prima e poi...poi scaccio questi umani pensieri tanto scontati quanto dannosi.

La vedo per i corridoi con la sua sedia, esplorare come una bimba i luoghi e gli anfratti di quel reparto. Sembra così piccola e vorrei poter metter una mano su quel tumore e strapparglielo via ma no...non posso farlo...non posso far niente. Io sono uno di quelli che avrà una madre uccisa da un tumore. Lei continua a girare per il corridoio ed io, silenzioso, a due passi alle sue spalle.

Vorrei che non soffrisse, che non mi odisasse o non ce l'avesse con me. Tutti scrivono che non è così ma alla fine, in quelle situazioni, capisco di aver ragione: arriva a detestarmi e forse è un bene, almeno si tiene impegnata.

Non c'è un bar vicino al reparto e nell'ascensore la sua carrozzina non entra del tutto. Lei è bloccata al piano. Le manca uscire, vedere la luce e sentire l'aria. Si sente come in una gabbia. Rigidamente le chiedo cosa vuole fare e le dico che comprendo l'inagibilità della stanza. Le chiedo se vuole che mi adoperi per portarla nuovamente a casa.

Rinuncia a questo e so che dovrei aggrapparmi a questa sua libera scelta ma quanto libera è veramente questa scelta?

Non lo è...non quando hai un cancro in corpo.

Odio...odio quelli che hanno costruito quelle stanze in modo così insensato e sciocco. Odio quelli che non hanno mai pensato di allargare l'ascensore per far sì che le persone in carrozzina potessero entrare: è un ospedale cazzo. Odio...ODIO...ODIO...ODIO ma devo stare calmo, freddo, tranquillo, perchè i problemi sono tanti, la partita è ancora all'inizio ed io sono quello più stabile: devo esserlo.

Dopo 3 ore riesco ad uscire. Fuori c'è freddo e vento, la stessa cosa che ho dentro l'animo. Sembro uno appena pestato, sapete quei poliziotti dei film che cercando di tornare in ufficio? Ecco uno di quelli. Cammino apparentemente senza meta, pensando che le gambe me le sento, che lei è lì sola e cercando di mantenere un equilibrio psichico accettabile. Non ho mangiato, ho preso un croccante e una cioccolata ma non ho niente in corpo e la fame si fa sentire tanto quanto il desiderio di non mangiare, forse per soffrire con lei e farla star meno sola.

Penso che lei non condividerebbe, penso che dovrei tenermi in forze ma penso che la mia logica deve essere accantonata se non voglio ritrovarmi in pezzi. Poi arrivo a casa e capisco che la situazione non è migliorata. Mia zia mi chiama furente facendomi sentire in colpa perchè ho portato mia madre in quell'ospedale: mi continua a ripetere che mia madre è morta, che devo abituarmi all'idea che lei sia ormai una causa persa. Che avremmo fatto meglio a lasciarla morire a casa. Disfattismo del cazzo o cruda realtà? Una realtà detta male forse.

Non c'ho visto più. Le ho urlato a mia volta che la situazione era tale da operare una scelta basata sulla massimizzazione degli effetti e non delle comodità perchè comunque è di un ospedale che stiamo parlando e non di una clinica privata.

Quando ho attaccato ero devastato e lo sono ancora. Il cielo è grigio, non c'è sole, ed io ho sonno. Lo stesso sonno di quando stavo male per Francesca, di quando stavo male per la mia ex, di quando non dormivo, di quando so che ho bisogno di andarmene, di staccare.

La verità è che mi sento stranamente senza forze...vorrei tanto le mie asprine ma le ho buttate...tutte quante...vorrei tanto lasciarmi andare....

Postato da: Hypnos84 a 15:48 | link | commenti (1)
famiglia, riflessioni personali, scelte della vita, confronti personali

martedì, 17 marzo 2009
Chi...

Due Facce

Postato da: Hypnos84 a 23:07 | link | commenti (2)
immagini

Come fai a sperare che non muoia?

Dopo la telefonata con mio fratello mi sono sentito come uno a cui avessero tirato un calcio in pancia. Fermo lì, sulla sedia, mezzo appoggiato alla scrivania cercando di tendere tutti i muscoli del corpo per non lasciar sfuggire via la dignità e l'equilibrio.

Non sono riuscito a stare con lei per più di un'ora e mezza: "oggi siamo stati solo un'ora e mezza", ed io le avrei voluto rispondere "sì lo so amore e vorrei non andar mai via. Vorrei viver qui e dormire con te e vivermi ogni istante" ma la paura datami dalla nuova situazione era così tanta che ho riconosciuto il sintomo "dell'uomo cattivo".

Dovevo uscire e andarmene anche se sapevo che sarei "morto di solitudine" e così è anche ora.Vorrei lei ma sono terrorizzato e non voglio che mi veda così Non voglio che sappia che ho avuto difficoltà a prendere questa notizia perchè altrimenti si preoccuperebbe.

Mio fratello ed io siamo stanchi. Abbiamo i nervi a pezzi. Ovviamente questa sera mi sono accorto che anche Laura vede principalmente la stanchezza come legata all'andare a trovare mia madre e scarrozzarla. Io accuso di più l'anticipare gli stati emotivi di mio fratello. Il modificarmi per provocare in lui "reazioni controllate". Io non vengo percepito come "provato" e questo, probabilmente, è merito della mia parte "cattiva".

Mi gira la testa, mi sento anestetizzato e confuso. Mi rendo conto che negli ultimi due giorni sono salite le battute che fanno uso di metafore basate sulla morte. Cerco di capire cosa me le provoca: apprendimento inconscio o semplice casualità?

Oggi è uscito il referto della colonoscopia. Non ha un tumore al retto...avrei dovuto gioire se non fosse che ora si alimenta il sospetto che il primario possa essere ai polmoni. Quanta fiducia continuerò ad avere nei confronti della medicina? Quanto ancora si andrà avanti per false certezze?

Ho paura...

Postato da: Hypnos84 a 22:40 | link | commenti
famiglia, riflessioni personali

domenica, 15 marzo 2009
La Morte e l'uomo più fortunato del mondo

Se i miei pensieri potessero dare una voce alla parola malessere, questa sera disegnerebbero casa mia. Troppi fronti in guerra, troppe rivoluzioni in atto e Sun Tzu, maestro in armi e di vita, mi avrebbe consigliato di ritirarmi ma non è possibile.

Questa sera ci hanno detto che mia madre morirà per metastasi alle ossa della spina dorsale. Impossibile dire "quando" ma sarà così. Una conversazione in un bel caffè di piazza mazzini, attorno ad un tavolo, a guardare mio fratello fare domande cercando di strappare brandelli di speranza che non esistono.

E mentre il nostro "contatto" parlava, io pensavo a mia madre che sicuramente stava guardando la televisione nella sua stanzetta d'ospedale. Ora so che il tempo di mia madre è sensibilmente più corto ma non so di quanto ed io sto cercando di capire come interpretare la morte.

Devo capire, devo capire che senso dare al nostro rapporto perchè di una cosa sono sicuro. Non voglio passare i giorni nella depressione. Voglio riscattare il mio rapporto con mia madre, voglio comprendere cosa muove i suoi pensieri, cosa gli permette di accettare una paralisi da un giorno all'altro.

Ci si può innamorare di un sorriso? Perchè ora tutto quello che ho in mente di mia madre è un sorriso di una donna che non ha paura della vita e delle sue complicazioni. Così mentre la sera scendeva lentamente su quel tavolo del bar vedevo mia madre disposta a combattere fino all'ultimo istante e mio fratello che sembrava come la casa dei tre porcellini: quella di fiammiferi.

Sto notando che cerco maggior contatto fisico con lei. I suoi abbracci sono qualcosa che vorrei durassero di più, oggi quando l'ho salutata ho avuto l'impulso automatico di piegarmi nuovamente su quella sedia e di abbracciarla e lei mi ha stretto più forte del solito: che cosa è questa? Consapevolezza del rischio che tutto finisca? Un addio preannunciato? O il saluto di un soldato che sente i bombardamenti arrivare e si prepara a quella che probabilmente sarà la sua ultima guerra?

Come ci si prepara alla morte? A volte mi sento "fuori dalla vita", come se potessi comprenderne i meccanismi e vederne gli ingranaggi. Vedo mio fratello emulare il coraggio mentre cammina sul bordo di un burrone troppo rischioso per lui.Vedo tutto da fuori e leggermente rallentato. Oggi capisco che la cosa più intelligente della mia vita è stata tornare da mia madre quel giorno per chiederle scusa, per dirle che le volevo bene e che volevo ascoltarla. Il giorno in cui ho capito e ammesso un errore lungo non giorni bensì anni.

Ora, mentre scrivo, vedo un pacchetto di sigari su cui è scritto "il fumo uccide". Ho abbozzato un sorriso, mia madre continua a fumare perchè forse lo scopo è proprio questo: non è temere la morte ma comprendere le risorse della vita anche quando sembra che ci venga tolto qualcosa come il tempo, o l'utilizzo delle gambe.

Vi garantisco che una parte di me piange come un bambino appena nato. Soffre come un cucciolo sgozzato perchè sta imparando la lezione più dura che esista in vita: accettare la futura perdita di un genitore, di una madre.Oltretutto ringrazio mia madre che la sta prendendo con una forza inaudita ed un umorismo da metter in ombra anche i migliori comici. Eppure questo è disarmante, per chi lo vive in seconda battuta è disarmante perchè va contro quelle stupide regole che ci impongono di piangere ai funerali piuttosto che esser felici che una persona magari ha smesso di soffrire.

Osservavo mio fratello e mi ripetevo che neanche io ero pronto a perderla ma in fondo una parte di me la trovava un'ipocrisia: chi sarebbe pronto ad un'eventualità del genere. Oggi descrivevo la mia situazione paragonandola ad una puntata del cartone animato LUPIN.

Cosa è...anzi...chi è Zenigata senza Lupin?

Io perdo una madre e perdo una nemesi. Da entrambe le figure ho imparato così tante cose con cui ho potuto costruire me stesso. Sono felice perchè molto spesso vedo il suo insegnamento in lei eppure non posso far altro che pensare che ho bisogno della sua memoria, della sua conoscenza, ancora...e ancora...e ancora. Lei è colta, non è erudita ed io non sono così. L'idea di non parlare più di viaggi, culture, storia, musica con lei...beh questo mi uccide.

La verità è che Zenigata spera sempre che Lupin possa rubare qualcosa, se potesse metterebbe lui l'oggetto da rubare. Mi piace pensare che la guerra che ho fatto ad una parte di mia madre, mi abbia permesso di rendermela ancora più amica. Quando due nemici si incontrano spesso sul campo di battaglia, imparano a conoscersi meglio di chiunque altro e sarebbe da stupidi tralasciare le critiche che l'uno fa all'altro.

È nella natura di noi uomini affidarci alla scienza ma vi garantisco che in questi giorni è il sentimento di rispetto nei confronti della vita che sta governando le mie scelte. Mi madre mi ha spiegato qualcosa che condivido anche io: " devo ringraziare Dio se per cinquanta e passa anni ho potuto camminare, correre, sciare, viaggiare, guidare. C'è gente che non lo ha mai fatto, ora dovrò scoprire cosa fare".

Ora capisco perchè hai scelto filosofia. La vera libertà dell'individuo è nella capacità di riscoprire il mondo giorno dopo giorno, passando sulle stesse strade o su strade diverse. Incontrando sconosciuti e persone amiche. Non importa chi e quando ma come e dove.

Sì, ci sono una sacco di dottoresse carine nel reparto di mia madre sapete?! Quando vado via e ne incrocio una vedo che mi fissa, cercando di capire eppure non ci riesce nessuno. Penso sempre "stai alla larga troia". Non ce l'ho con loro o con le donne. Nessuno deve entrare dentro di me e guardare dentro, nessuno ha il diritto. Nessuno tranne poche persone e ovviamente una di queste persone è la mia compagna.

Una bimba di un mese per la prima volta nella mia vita mi ha stretto una parte del mio indice. Lei era lì. Il mondo si è fermato e ho pensato "guarda, la vita di sta stringendo un dito...è così piccola la sua mano. In un corpo così piccolo vivono enormi speranze...in un corpo così piccolo vive il futuro. Dio è proprio ingegnoso". La stringeva senza apparente senso e il mio cuore sembrava essersi fermato, una reazione inaspettata e senza un apparente senso ma di un impatto notevole.

È la figlia di un'amica dei genitori della mia ragazza. Sono rimasto a vedere quella forma di vita in miniatura muoversi, crescere, esprimersi attraverso l'esplorazione pensando a quanto sarebbe stata fortunata perchè noi uomini possiamo fare qualcosa di unico: pensare e sentire la vita tanto nelle note quanto nei colori.

La mia ragazza, la persona con cui passo i giorni belli e brutti. La persona che mi conosce come neanche mio padre. Questa sera, nella salita di casa mi sono dovuto fermare, l'affanno era notevole. Bisogna che io organizzi sempre battaglie su battaglie?

Detto tra noi sarei voluto fuggire ma da lei non più dal mondo. Mi sembra di vederlo l'uomo cattivo, dentro di me, attendere il momento in cui dovrà fare da scudo a mio fratello mentre lei...lei può entrare e fare il bello ed il cattivo tempo.

Lei con cui sento lo stimolo di stare e di affrontare mille battaglie. Lei che è paziente e tenace. Lei che amo perchè ha saputo non odiarmi e non è cosa da poco.

Ci sono persone che ogni giorno porta dell'odio e del riservo nei miei confronti. Quando rifletto su questa cosa penso spesso alla mia ex. Non ha mai rinunciato a parlar male, a scaricare merda, o ad infangare ricordi passati. Una sua libera scelta che però è stata una delle cause del fatto che l'abbia lasciata.

Oggi guardo le nostre strade passate e sento che lei mi odia ma la cosa rimane confinata in una semplice forma di rammarico dovuta al fatto che non sono stato un buon compagno per lei ma forse non meritavo tutto quell'odio e quella rabbia oltre che tutta quella superbia nel credere di non aver mai commesso errori.

Ecco. Oggi tutto questo sembra essere un sentimento più lontano di quanto non lo fosse un tempo. Oggi è come essere in un anticamera prima di un esame. Entrano solo le persone più strette, quelle che ti vogliono stare accanto ed io, per ora, ho voluto solo lei.

Una volta, tanto tempo fa, pensai che non esisteva un posto per uno come me e non sarebbe mai esistito. Oggi so che esiste una persona per me, a cui posso affidare tanto il mio cuore, quanto la mia anima. Una persona che ho sempre desiderato perchè mi permette di parlare e discutere dei miei e dei suoi problemi senza rischiare di perderla, di essere considerato malvagio o sbagliato ma soprattutto una persona che ha lottato con me e per me prendendosi calci sulle gengive ma rimanendo in silenzio perchè aveva capito che in fondo era tutta un'enorme prova a cui mio malgrado sottopongo le persone che poi non abbandonerò più.

Voi non avete idea di quanto mi renda sereno il pensiero che lei sia nella mia vita anche ora dove devo abituarmi a qualcosa che verrà.

Lei è la persona a cui attribuisco il massimo rispetto perchè si è guadagnato ogni singola parte di esso in enormi battaglie. Mi ritengo una delle persone più fortunate del mondo in questo periodo.

Nonostante mia madre stia morendo, seppur lentamente, so che cosa devo fare, come lo devo fare e soprattutto so che c'è una persona in grado di aiutarmi concretamente ad affrontare tanto me stesso quanto momenti difficili come questo.

In questo momento...che ci crediate o no...sono l'uomo più fortunato del mondo.

Postato da: Hypnos84 a 23:44 | link | commenti (1)
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venerdì, 13 marzo 2009
Senza difese

Ho cercato di non correre e ci sono riuscito. Mi sono perso in interminabili giri per strade isolate, sono salito sul mio "monte della solitudine" a guardare Roma da lontano e dall'alto. Spiavo la città mentre continuava a vivere incurante di me, di ciò che provo dentro ogni volta che vedo mia madre con i capelli sempre più spettinati e sporchi. Sempre più "umana". Sono i difetti che mostrano come siamo realmente...

Avrei voluto fermarmi a guardare la città ma sentivo una sofferenza interiore nuova. La verità e che avrei voluto guardare un tramonto con mia madre e parlare di come è bello il cielo quando diventa d'oro e illumina Roma. Avrei voluto fare una passeggiata con lei e scherzare su come le persone si vestono e si comportano. Avrei voluto abbracciarla ma ero solo. Solo con i miei pensieri ed una vita incasinata.

Una compagna che non riesco a render felice quanto vorrei. Una famiglia che scopro diversa giorno dopo giorno. Con un fratello sempre più disilluso ed affettuoso allo stesso tempo ed un padre che sono obbligato a rivalutare alla luce di nuove esperienze ed io non voglio tutto questo...

Cerco di metter ordine nella persona che sono, cerco di veder felice la mia compagna, cerco di essere un bravo figlio e soprattutto cerco di volermi bene perchè ne ho bisono ma alla fine i miei pensieri corrono a mia madre. La persona che, più di tutti, ho osteggiato e criticato. La persona che ho imparato ad amare negli anni. Così, lontano da tutti voi, su una collinetta sperduta, avrei voluto lei, accanto a me, anche se sulla sedia a rotelle, a guardare il tramonto.

Dentro di me c'era l'apocalisse. La moto era l'unica compagna che tolleravo in quel momento. Sarei voluto scendere tuttavia...scendere per andare due metri più avanti. Se esistesse un parcheggio nel nulla di un promontorio, senza case nè persone, quella sarebbe meta abituale per me.

Laura...Laura...la mia compagna. La persona che in assoluto mi conosce meglio e che vorrei rendere felice ma ho anche lei "sulla lista degli insuccessi" perchè spesso le faccio pagare il prezzo di altre persone ed altri eventi. Sapete quando sentite vostro nonno parlare di sua moglie usando le frasi del tipo "è una donna unica, ha sopportato sempre tutto..." beh lei è quel tipo di donna.

Su quel promontorio, nel silenzio del vento e dell'erba mossa, con l'odore di alberi bagnati dalla pioggia del giorno prima, penso a quante cose dovrei cambiare di me. Allo sforzo immenso che provo a fare per distruggere i piedistalli su cui ho messo tante persone. Oggi, nel pomeriggio, con Elena, ragionavo dicendo "se non mi sbrigo la perderò ed io non voglio perdere la persona che amo".

Sorrido sempre perchè penso "mia madre aveva ragione" ma io sono stato troppo saccente e avventato per darle stima e fiducia. Io l'ho condannata per colpe superiori a quelle che le si potevano imputare ed ora lei, con il suo sorriso, mi sta dando una lezione di vita fatta di umanità e coraggio. Non voglio che muoia ma cosa posso fare per impedirlo? Io che ho sfidato la morte una marea di volte uscendone sempre vincitore. Io che per lei ho fatto cose che le persone normali non farebbero mai. Conoscendo la vita e suoi strani scherzi non mi sorprenderei se me la togliesse ora che con lei ho imparato ad apprezzare nuove esperienze ma non sono pronto per questo. No, non sono pronto a veder morire mia madre. Devo imparare altro, devo imparare ancora a vivere e non voglio farlo da solo.

Sono stato troppo avventato. Oggi quando sono entrato in ospedale ho sentito il tempo. Chi mi conosce sa che non mento. I flashback, il rivivere momenti belli e brutti lì per lì come se tutto fosse reale e stesse riaccadendo in quell'istante. Una mega allucinazione che sovrasta la realtà. Ho sentito il tempo di ciascuna delle persone che incrociavo.

Sentivo il tempo della giovane studentessa impegnata in una cena con il suo ragazzo. Sentivo il tempo dell'uomo sulla sedia a rotelle che chiamava la moglie. Sentivo il tempo dell'infermiera di turno stanca e un po' incazzata. Varcavo porte, corridoi, scale, androni e poi....poi la stanza "letto 15 neurochirurgia".

Lì il tempo si è fermato.

C'è stato un momento in cui ho capito che amavo mia madre in un modo che neanche avevo immaginato. Quel sentimento è durato il tempo di un passo. Un'eternità perchè tutto va più piano. Ho varcato quella soglia e mia madre mi ha sorriso. Le si sono illuminati gli occhi mentre io venivo invaso da una sensazione schiacciante: sentivo il suo amore...il suo sentimento bucava le mie difese.

Fermava il tempo. Le mie riflessioni, i miei pensieri. Mi sono sentito perso sapendo che l'avrei dovuta lasciar lì.

Non voglio che tu muoia...ti prego non morire...non lasciarmi ora che sto cominciando a capire...ti prego...

Postato da: Hypnos84 a 20:08 | link | commenti (3)
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mercoledì, 11 marzo 2009
Morte e Vita di una madre

Mia madre rischia di morire. Forse, mentre scrivo, sta già morendo. È questa la "notizia del mese", quello che tiene "sveglio" mio fratello, che spaventa il suo sguardo. Ha delle metastasi alla schiena, alla vertebra D5. Gliel'hanno frantumata e ora è praticamente paralizzata a letto fino a quando non la opereranno.

Il tumore primario, la causa delle metastasi, ancora non è stato localizzato. Inizialmente si pensava ad un tumore alla mammella ma ora...ora abbiamo saputo che c'è una massa di due centimetri nel retto e non sappiamo se si tratta di un cancro oppure no.

In tutto questo sto bene. C'è una parte di me che non prova nulla. Non prova la minima emozione riguardo a tutta questa faccenda. Fin dall'inizio (al pronto soccorso) mi fecero un quadro assolutamente poco rassicurante, capii che "era arrivato l'altro" quando sentii di non provar nulla. Quando una signora sulla cinquantina mi si avvicinò e mi disse: "si sieda, è un consiglio, dopo una notizia del genere rischia di andare lungo".

La guardai per un secondo, senza dire nulla, e poi..."lei non mi conosce...la ringrazio ma non si preoccupi". Freddo, arrogante ma sicuro di sè, sicuro del fatto che avrebbe trovato la forza per fare qualsiasi cosa,anche affrontare la morte. Prima di andar via chiesi scusa a quella signora per la freddezza della risposta. Chissà che fine ha fatto....

Capii che "l'altro" ha bisogno di starsene da solo. Come un oggetto metallico abbandonato dopo l'uso. Ha bisogno di trovare posti solitari e desolati, il più post apocalittico possibile. Vive sapendo che non ci sarà un domani e che la speranza è un lusso che non può coltivare. Si aggrappa a quello che dicono i medici non per progettare ma per "preparare".

La gente intorno a me cerca di stimolarmi. Di "farmi piangere" ma la verità è che non devo liberarmi da nulla. Vedo mia madre su un letto o su una sedia a rotelle e la mia mente fa quello che è abituata a fare: ricorda profumi, voci, immagini. Un anno fa ero sbottato a piangere quando, ricoverata al Gemelli, avevo visto il passo rapido e ampio della sua camminata. Da bimbo ero abituato a starle dietro nelle lunghissime passeggiate per Roma. Ad entrambi piace camminare.

Oggi è sulla sedia a rotelle, con un busto che le impedisce di muoversi. Non riesce a lavarsi, ha i capelli sporchi e la faccia stanca eppure non si arrende e questa sua tenacia affascina "l'altro" perchè sa che lei non si arrenderà. Come in una battaglia quando sai che il tuo compagno non abbandonerà il campo.

Oggi in sala d'attesa eravamo solo mio fratello ed io. Poi il silenzio. Sentivamo di esser legati e che questa vicenda altro non fa che ricordarcelo. Sentivo la sua necessità di essere mio fratello. Di avere un legame e non sentirsi solo. Sono stato contento per lui che poteva proteggersi in me.

Io no...io sono d'acciaio ed è bene che me ne convinca o non capirò come mai "lui" non mi permetta di intervenire quando mia madre tenta le prodezze con la sua sedia a rotelle.

"Edoardo lasciala fare. Deve  imparare" e così lascio che provi con il rischio che si faccia male e poi freddamente penso "in caso la raccogli. Lei non sentirà nulla". La gente ti guarda con sguardo diverso. Ti fa sentire un estraneo ma ci sono abituato.

Eppure, quando sono in quei luoghi desolati di cui vi parlavo prima. I miei due "me" si incontrano come due estranei in una stazione di treni. Si sfiorano appena e il "buono" pensa che sarebbe un peccato la sua morte. Nonostante tutto...

Sente che è sua madre è qualcosa di speciale e sente qualcosa di più viscerale di quanto possa comprendere che lo lega a lei. Così come quando la lasciò quel pomeriggio nel parco del Sant'Andrea, con un sorriso ricambiato dai suoi dolci occhi e la desolazione di un piazzale pieno di gente. Era sola tra mille persone...devo proteggerla ma io non sono capace perchè in confronto a tutto questo sono "piccolo". "Lui" no.

Ma "lui" non si era girato mentre si avviava alla moto. Lui riuscirebbe ad abbandonarla per sempre ma poi io sarei abbandonato da "lui" e, come in un'equazione, rimarrei semplicemente senza lei.

Scopro a 23 anni, forse troppo tardi, il valore di una madre che spesso ho visto nemica. E la cui importanza oggi mi appare illuminante per i giorni futuri. Così, come quel pomeriggio al Sant'Andrea, mentre mi allontanavo sempre più freddo tra la folla ignara di noi, mentre ti lasciavo alle spalle sentendo urlare il "buono" e vedendo la desolazione formarsi dentro di me....così spero non debba mai più accadere.

Postato da: Hypnos84 a 23:53 | link | commenti (2)
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venerdì, 13 febbraio 2009
Già mi manchi...

"Non devi essere forte per tutti e due". Non posso fare a meno di esserlo. Ogni qualvolta mi ritrovo in situazioni di difficoltà, un uomo di ghiaccio si erge dentro di me e con occhi distanti e freddi fissa la persona che ha davanti. Ogni volta sembra che non mi importi: una volta è un lutto, una volta è un abbandono, una volta è solo un arrivederci. Ogni cosa che può minacciarmi viene trattata come se fosse naturalmente distaccata da me.

La mia ragazza parte 10 giorni per lavorare con la RAI a S.Remo. Non vuole partire, non vuole lasciare me come non vuole lasciare la sua famiglia. Ha paura di questa grande macchina lavorativa che la fa sembrare tanto piccola al suo cospetto ed invece lei non è così, lei è forte e brava ma forse non glielo dico abbastanza.

Ha coraggio da vendere, una tempra da far invidia all'acciaio e nonostante io critichi soprattutto alcuni suoi comportamenti, mi rendo conto che lei probabilmente è più forte di me. Resiste di più. Fosse per me avrei mandato tutti al diavolo...ma lei no.

Questa sera ci siamo salutati senza concederci il lusso di far troppo tardi. Domani mattina presto abbiamo impegni differenti e per quanto ci andasse di far le ore piccole, non è stato possibile. Lasciata casa sua ho guidato come uno zombie: senza la minima coscienza. L'uomo di ghiaccio si è sciolto in mezzo a tante altre gocce d'acqua di una precedente sua raffigurazione.

Eccolo il vero Edoardo. Cammina svelto fuori dal suo parcheggio, attraversa vie e viottoli cercando gli anfratti più bui per non dover fissare i passanti per studiare il loro sguardo e capire che tipo di minaccia rappresentano. Lui sceglie strade buie così può fissare lo sguardo a terra e pensare al suo odore, al pupazzo di pezza che porta dentro la tasca interna. Un pupazzo che ha la consistenza del suo cuore...di pezza...stropicciato ma non fuori posto. Come giustifico a me stesso le lacrime che mi escono quando penso che senza di te il mio mondo è freddo?

Come riesco a concepire che tu, amore mio, sei riuscita a tirarmi fuori da quella caverna di gelo in cui torno ogni volta che rischio di perderti?

Chissene frega...meglio non farsi seghe mentali amore mio. Ogni giorno che passerà sarà un giorno in meno senza te e uno più vicino al tuo ritorno.

Ti amo.

Postato da: Hypnos84 a 00:05 | link | commenti (2)
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giovedì, 08 gennaio 2009
Come uccidere i Romani

Non c'è che dire, l'Amministrazione Comunale sta facendo di tutto per uccidere i Romani e credo che prima o poi ci riuscirà. Come sapete anche Roma è stata colpita dall'ondata di maltempo che da settimane si abbatte sull'Italia. Ieri leggevo su un sito che un navigatore criticava la pigrizia dei cittadini che, davanti al mal tempo, si aspettavano uomini con pale e sale per sciogliere la neve. Non c'è che dire, non ha tutti i torti anche se capisco chi risponde con un "io pago le tasse e pretendo che la mia città sia reattiva". Tuttavia credo che quello che sta accadendo a Roma non ha precedenti.

Da qualche giorno infatti si stanno muovendo dei camioncini con degli uomini dentro che, in presenza di una buca, si fermano, scendono, prendono una pala e spargono una piccolissima porzione di asfalto atta a coprire il "cratere" formato dal mal tempo e dallo scorrimento autostradale. A parte che c'è chi sostiene che l'asfalto di Roma sia andato in pezzi a causa della sua scarsa qualità. La cosa peggiore non è tanto questa quanto che questi camioncini non ripuliscono l'asfalto dai sassolini necessari per coprire la buca. Morale? Chi guida la moto ha la costante sensazione di avere sotto le ruote delle saponette.

La domanda che il sottoscritto si fa è: quanto potrà mai costare in tempo e fatica a queste persone dare una scopata per terra e quanto mai potrebbe essere utile? Sicuramente qualcuno cadrà su questo brecciolino, sicuramente sarà già successo ma sono sempre troppo pochi quelli che si premurano di denunciare il Comune.

A parer di chi scrive c'è da considerare anche la stupidità di coprire semplicemente la buca senza rifare il manto stradale (sicuramente più costoso ma più sicuro e duraturo). Potrebbe comunque essere una misura provvisoria.

La verità è che c'è una domanda di base a cui bisognerebbe rispondere: se questi sono i provvedimenti presi dal comune con le nostre tasse, perchè continuare a pagarle?

Vicino via della conciliazione c'è l'unione di due strade: la prima proveniente da lungo tevere e la seconda proveniente da p.za Risorgimento. Noterete del brecciolino: bene quella buca è stata asfaltata ieri alle 7 e 35 circa. Lo so perchè, passando in moto, ho visto gli operai svolgere la riparazione. Pensate che da quel momento abbiano raccolto i sassolini? Ovviamente no.

Spenderei due parole anche su un altro argomento che porta alla morte dei Romani. Siamo tutti incazzati di mattina o sbaglio? Qualche tempo fa un tizio mi ha fatto volare a terra perchè veniva contro mano. In ospedale c'era un ragazzo irlandese che, con un accento veramente approssimativo, mi ha detto "voi romani siete nervosi e cattivi. Aspettate che sia l'altro a fermarsi". Un'ora prima era stato messo sotto da una macchina nonostante fosse rosso.

Questa mattina, vicino al circo massimo, si è formato un ingorgo perchè 3 auto dovevano per forza passare causando l'ira di quelli che venivano dalla via centrale. Ovviamente suonate di clacson, bestemmie e parolacce. Ci si è messa anche una ragazzina di circa 15-16 anni che, probabilmente in ritardo per andare a scuola, si è attaccata al clacson del motorino imprecando contro il mondo intero.

La mattina i romani dovrebbero imparare ad alzarsi un po' prima ed uscire di casa in anticipo per arrivare con calma in ufficio. I romani sono comodoni, arrabbiati, arroganti sulle strade e anche abbastanza sciocchi perchè, in caso di incidente, uno l'ufficio rischia di non vederlo proprio più.

Parlavo questa mattina con un signore secondo cui era più saggio uscire alle 8.05 per arrivare in ufficio alle 8.30. L'ufficio era a circa 11 Km da casa sua e avrebbe dovuto percorrere punti della città decisamente  trafficati. Mi raccontava di come era solito usare il clacson per invitare la gente a "tagliare i rossi" perchè tanto non passava nessun pedone. Mi ha raccontato di come si prendono in sicurezza le strade contro mano e vi posso garantire che la morale era "alla fine si spostano gli altri perchè altrimenti si ammazzano".

Da romano vi posso dire che le strade di questa città saranno un casino per tanti motivi ma uno di questi siamo noi e penso che quel lettore di quel sito abbia sinceramente ragione. Siamo sempre disposti a criticare il lavoro altrui senza mai metterci in dubbio o farci delle auto critiche.

Postato da: Hypnos84 a 08:42 | link | commenti
riflessioni personali, conversazioni tra bloggers

mercoledì, 07 gennaio 2009
Rientro dalle vacanze

Chissà quanti post avranno questo titolo o similari. Questa mattina l'ufficio era praticamente deserto, c'era solo il buon Silvio. Rientrare non è stato facile, ho odiato (ovviamente) la mia sveglia ma le persone qui sono cordiali e l'ambiente è buono. Ho la sensazione che tutti quanti cercano di rendersi "soft" il rientro dalle feste e non è vero che si tratta di un comportamento scontato. In molti ambienti lavorativi ci sono persone che "ringhiano" fin dal primo giorno.

Insomma, dopo una buona colazione, ci teniamo pronti per una giornata gradualmente sempre più impegnata.

Postato da: Hypnos84 a 10:00 | link | commenti (2)
lavoro, riflessioni personali, amicizie

martedì, 06 gennaio 2009
Scopri che la realtà e gli incubi viaggiano sugli stessi binari

Sì c'era una spiegazione e c'è ancora. Spiegare quei sogni, quella sensazione e quello che ho visto quel giorno mentre XVOL era fermo nell'ombra del corridoio. Poi ieri, senza volerlo, ricevo la comunicazione della nuova "pubblicazione" dei miei incubi. Sono per natura un "treno in corsa". Prendo tutto di petto e gran parte delle volte sbaglio ma...

...questo pomeriggio apro il sito internet. Mancano solo 2 mesi. A marzo accadranno tante cose, il mio contratto lavorativo avrà termine, probabilmente si sapranno i risultati clinici di mia madre. Ci sarà questa pubblicazione ed io ho intenzione di comprarla e vivermela.

Questo pomeriggio apro il sito internet dedicato a questo argomento di cui pochi sanno. Apro e cerco. In fondo è un sito internet fondato per "loro", che riguarda la pubblicazione di un prodotto "su di loro" e la cosa peggiore è che non c'è neanche un'immagine, una foto. C'è qualcosa di strano, come se l'attesa di questi due mesi corrispondesse ad un "ti faccio vedere che ci siamo ma non come siamo e dove siamo". È la cosa peggiore quando i tuoi incubi trovano riflessi nella vita quotidiana. È anche una cosa scontata visto che essi sono il prodotto della nostra vita reale. Ma nei sogni tutto è inarrestabile ed inevitabile. Nella vita reale c'è sempre una soluzione.

Postato da: Hypnos84 a 19:00 | link | commenti
sogni, riflessioni personali

domenica, 04 gennaio 2009
Sfogo di un tollerante

Ormai è assodato, scrivo qui sopra quando qualcosa va male o mi disturba. Ragionavo questa sera sull'inevitabile abitudine delle persone che mi stanno intorno di rovinare i momenti belli. Ce ne sono per tutti i gusti e riguardanti tutte le persone rilevanti della mia vita tranne dovute eccezioni. Ci sono amici, amiche, ex, ragazze, e compagnia.

Ho avuto moltissimi momenti belli che sono stati quasi rovinati all'ultimo momento dalla persona che avevo accanto. Non importa che fosse per gelosia, orgoglio o per un modo sbagliato di portare avanti la situazione ma per una volta, Edoardo Limone vuole dire la sua senza inutili bilanciamenti.

Da quando sono diventato più "tollerante" le persone lo hanno gradito ma alcune se ne sono approfittate per portare avanti atteggiamenti di orgoglio o stupido "ego-presidenzialismo" di cui sinceramente avrei fatto a meno. Ci sono momenti negativi in tutti gli eventi belli nella mia vita e la cosa mi disturba e mi spinge a vivere i futuri momenti sempre più in "solitudine" in modo che nessuna di queste persone possa rovinarlo per mettersi al primo posto. Sono sempre tutti in cerca di un podio su cui salire. Sempre sulla posizione più alta del momento.

Sono momenti come gite fuori porta o cene fuori, matrimoni, telefonate, etc. Interessano tutti, dalla mia ex, ai miei amici passando per la mia ragazza e la mia famiglia. Credo sia ingiusto dover lottare sempre  per avere qualcosa di bello. La cosa bella "di qualcosa di bello" è che a volte possa esserti data anche senza combattere.

La mia tolleranza ha avuto un grosso vantaggio. Mi ha permesso di concedere agli altri uno "spazio di manovra" all'interno di me. Comprendere la decisione dell'altro non significa necessariamente accettarla ma comunque permette di avere un vero dialogo. Ovviamente tutto questo è possibile se dall'altra parte ci si trova di fronte ad un adulto e non ad un ragazzino orgoglioso, superbo o egocentrico.

Sono pieno di difetti. Pronto a riconoscerli entro 24/48 ore modello "pronto intervento idraulico". A volte mi riesce anche prima. Richiamo spesso, sono aperto al dialogo e le persone generalmente mi cercano per questo. Con alcuni però mi rendo conto che queste qualità non hanno valore. Parlo di quelle persone che neanche le vedono perchè troppo prese a dettare la legge del "io sono così" ed allora tutto diventa una tristezza.

Sinceramente sono stanco delle persone che non chiedono mai scusa, che ti vengono davanti e ti guardano negli occhi e ti dicono "io non ho mai sbagliato", o magari, "hai iniziato tu, la colpa è prima tua". Sono stanco di tutta questa gente. Non ci posso fare niente, cercate di capirlo, sono in piena rivoluzione. Chi mi sta vicino vede alcune mie colonne di certezze crollare e quindi non ho tempo per voi.

Non ho più tempo nè sinceramente voglia. Faccio a botte giorno e notte contro me stesso per migliorarmi, per aumentare la capacità di dialogo, di comprensione, per essere meno tirannico, meno despota e meno schiaccia sassi ma non posso anche preoccuparmi di giocare con i bambinetti della terza elementare.

Oggi sono andato a casa di XVOL e devo essere onesto il dialogo è stato piacevole. Mi sono reso conto che in mezzo alle macerie di un rapporto troppo rovinato, ci siamo incontrati come due soldati costretti a combattersi a causa di una vicenda avversa. Per un momento alleati fuori trincea, non avversari o combattenti.

Allora ho capito che a modo suo, questa persona, ha un quadro estremamente chiaro della situazione. Lo ha sempre avuto. Per molti versi è come me. Ha accettato la situazione partendo dal presupposto che dialogare non significa necessariamente accettare passivamente la realtà dell'altro. Eppure è rimasto sotto il peso di questo fardello forse anche a causa di coloro che aveva vicino. Troppo egocentrici, troppo schiacciasassi?

"Dammi retta Edoardo. O lasci che l'acqua scorra sotto i ponti o ti separi"

"Già ho preso una di queste due strade. La stessa che probabilmente hai preso tu. Io la prima la applico ogni giorno e, al di fuori di mostrarmi le debolezze mie e degli altri, non viene correttamente sfruttata dalle persone che ho accanto. Non si danno le perle ai porci"

"Lo so."

Alla fine non mi pesa prendere certe decisioni. Sono le persone che si scavano la fossa con le loro mani, io mi affatico tanto a non voler guardare ma evidentemente è questo che vogliono. Non importa che lo facciano in 10 anni o in 5 minuti, in una vita o nell'arco di una telefonata. Io tendo una mano, se il loro orgoglio gli impedisce di prenderla, allora ci morissero in quella buca. Metaforicamente berrò una tazza di thè pensando a loro.

È evidentemente uno sfogo. Lo sfogo di una persona che si rende conto che pianifica ancora molto. Questo gli viene criticato però è anche vero che se non pianificasse le cose andrebbero in malora.

Ore 12.48 "Non chiamerà. Quindi tanto vale non accendere il cellulare, prendere la macchina, andare e tornare dopo aver fatto quello che si deve e chiamare."
Ore 12.49 "Non devi pianificare...non devi pianificare!"

Il cellulare viene acceso ma è inesorabile. Le cose vanno come mi aspetto che vadano. Per il semplice fatto che, purtroppo, so che ci sono persone che non sono pronte a lasciarsi alle spalle i propri limiti. Come tutti, come me. Solo che la posta in gioco va avanti da troppo tempo su troppi fronti noti e fa paura vedere che non viene risolta ma si ripresenta puntualmente. Fa paura vedere come le trappole scattino all'interno di un discorso come piccole tagliole.

Oggi quando parlo con qualcuno che si lamenta dei difetti di qualcun altro lo ascolto e mi rendo conto che poche persone fanno questo "esercizio". Anche tra quelli che dicono di farlo.

Circa un anno fa, rendendomi conto di meccanismi come quelli sopra descritti, prendevo una decisione che mi ha strappato il cuore e un pezzo d'anima ma alla fine sono andato avanti. Qualche mese fa mi rendevo conto di avere accanto una persona definita uno schiacciasassi. Anche lui è entrato nel "cestino virtuale di Edoardo Limone". Lo guardo, lo ascolto, ma lui non mi riavrà mai; suppongo perchè, nella sua saccenza e supponenza, non si è neanche reso conto dell'allontanamento che io e altre persone gli abbiamo DOVUTO dare.

Oggi mi rendo conto che trattare con queste persone è sempre più semplice. Che la speranza che gli altri cambino è sempre minore. Che bisogna trovare sempre il coraggio di dire in faccia la verità mettendo da parte l'orgoglio e, soprattutto, prepararsi ad una perdita.

Da quando sono diventato sincero e schietto ho avuto più perdite che altro. Essere onesti non porta niente di buono sul momento. Le persone spesso sono troppo ottuse per comprendere la difficoltà e lo sforzo. Non apprezzano ma giudicano e criticano. Negano e mettono davanti superbia, orgoglio e saccenza. Io sono stato  così e mi sono rotto le scattole di vivere di idoli e simboli.

Il mio primo idolo, il mio vero idolo, il mio più grande idolo, si sta rivelando un parziale bluff e, seppur con fatica, ho preso una mazza e lo sto demolendo. Cosa fa credere alle altre persone che non farò così anche con loro?

Postato da: Hypnos84 a 16:33 | link | commenti (2)
amore, ricordi, riflessioni personali, amicizie, quelli che preferisco, scelte della vita, confronti personali

sabato, 27 dicembre 2008
Blog amato blog

Il fascino del blog non è morto ma solo messo in ombra da Facebook e dal lavoro che, ormai, domina gran parte della mia giornata. In queste festività mi sono domandato spesso se tornare oppure no a scrivere. E' un periodo difficile per uno come me. Le festività non sono "sentite" in modo normale. Ci sono tanti significati e la tristezza verso alcuni fronti è stata rinfrescata da tante delusioni ma poco male, il riciclo fa parte di questa terra.

Ad ogni modo questo Natale è stato contraddistinto da uno spiccato senso di resistenza provocato dalla superficialità di alcune persone. Il Natale, come molte festività, sono odiate dal sottoscritto. Poche cose sono riuscite a farmelo "amare". Poche persone. Forse neanche entrano sulle dita delle due mani. Forse una sola le contiene tutte, pensate un po' voi.

Bene, anche questo Natale, con il suo spirito assolutamente contrastante è passato. Pieno di incubi e di perplessità sul futuro dei rapporti con questa gente. Fortunatamente sono stato anche "protetto" e "accompagnato" da un amore che non fa che crescere giorno dopo giorno.

Vi vorrei augurare un felice anno nuovo ma non vi conosco e se foste dei bastardi vi predereste solo complimenti. Quindi auguro ai migliori di voi un felice anno nuovo e ai peggiori di voi..beh...auguro l'inferno in terra.

Postato da: Hypnos84 a 22:11 | link | commenti (1)
riflessioni personali, scelte della vita

lunedì, 01 dicembre 2008
Incidente in moto

La macchina inchioda, la moto si piega. Evito l'impatto ma poi...uno scooterone...contro mano...è finita. Butto giù la moto...butto giù me...almeno non ammazzo il bastardo...che probabilmente scapperà.

Postato da: Hypnos84 a 15:55 | link | commenti (2)
scelte della vita

martedì, 25 novembre 2008
Vagabondare tra resti ardenti


"Non era rimasto più nessuno, solo macerie sepolte da altre macerie. Cenere che bruciava lentamente attendendo la morte di noi uomini. Non era rimasto più nessuno...o quasi. In quei giori ero solito dormire al terzo piano di un palazzo la cui facciata era completamente crollata. Avevo una visuale chiara di quel deserto di benessere e tecnologia. Tutto morto, tutto fermo, tutto inutile.

L'alba stagliava i suoi raggi sull'asfalto rovinato di quella che una volta era la Fifth Avenue e che oggi è solo un cimitero di un passato ormai cancellato.

Non so perchè ma non mi manca affatto quel mondo, non mi manca la sua sfrontatezza e la sua superbia. Hanno sempre pensato che nulla avrebbe potuto fermare lo sviluppo. Non hanno mai pensato che loro stessi erano un'eccezione.

Il vento si sta alzando, è meglio che smetta di scrivere, il deserto oggi potrebbe inghiottire anche me"

A me piace così. Scrivere, leggere e vivere esperienze post-apocalittiche, dove l'essere umano ha perso tutto e si trova brutalmente faccia a faccia con sè stesso. Immagino un mondo che non vorrei vivere ed esperire. Un mondo morto, che mi spaventa, che vive solo ed unicamente per leggi crudeli e drastiche. Un mondo assolutamente spaventoso. Spero che l'uomo non debba mai conoscerlo.

Postato da: Hypnos84 a 08:56 | link | commenti
immagini, racconti, riflessioni personali, quelli che preferisco

lunedì, 10 novembre 2008
L'uomo della foresta

Le luci si spengono all’improvviso. La stanza diventa buia. Il monitor disattiva la sua luce gradualmente...

Sono in una foresta, non c’è una spiegazione, ci sono e basta. Intorno a me solo rumori di natura e niente di più. Conosco quella sensazione di vuoto dentro. Conosco quel luogo con le foglie a terra, bagnate, spezzate da un clima troppo variabile. Ho bisogno di tornare in quella foresta: da solo...a volte.

Respiro quell’aria. Immaginate di essere immersi in una faggeta senza nessun altro. Immaginate che sia inverno, che siano le 4 e 30 e la luce fredda stia sparendo. Immaginate di provare quella sensazione di “voglio tornare a casa”. Immaginate di non sapere dove andare, che per voi non c’è un posto perchè avete distrutto ogni casa fatta da voi stessi con la speranza di crearne una migliore.

Ora non avete una casa. Ora il sole tramonterà e voi inspirate l’aria fredda tra gli alberi di ottobre. Io sono lì... e voi?

Postato da: Hypnos84 a 19:32 | link | commenti (1)
riflessioni personali

sabato, 25 ottobre 2008
Musica...sempre e solo musica

Non dormo bene durante la notte. Mi sveglio presto, so cosa sta succedendo: è solo stanchezza probabilmente. Questa mattina se fossimo stati insieme le avrei detto "ascolta il brano February Sea di George Winston" ma non avrebbe avuto senso perchè quello che sento lo avverto solo dal momento che non stiamo più insieme.

Non ha molto senso niente in questa faccenda tranne che sento la voglia di fare i bagagli e andarmene. Mio padre mi ha richiamato dicendomi "se non vieni e vuoi riposarti ti capisco, sei molto stanco, sicuro di voler venire fino a qui?"

Si rischia tanto in moto...veramente tanto...ma io non ho più nulla che mi tenga legato qui.

Postato da: Hypnos84 a 11:37 | link | commenti (3)
amore, audio